QUESTO E’ IL VERO VOLTO
DI GESU’ APPENA RISORTO
Importanti studi scientifici dimostrerebbero che l’immagine impressa su
un’antica reliquia che si conserva a Manoppello, in Abruzzo, non
ha un’origine umana, proprio come quella della Sindone..

Tutti conoscono la Sindone, quell’antico
Lenzuolo che si conserva a Torino e sul quale vi è misteriosamente
impressa l’immagine di un uomo morto che ha i segni della Passione
di Cristo com’è raccontata dagli evangelisti. Ma pochi conoscono il
“Volto Santo” che si conserva a Manoppello, in provincia di
Pescara, una reliquia altrettanto misteriosa e preziosissima, che
sta suscitando tra gli studiosi vivissimo interesse.
Questa reliquia è costituita da un
volto impresso su un velo finissimo e trasparente. E anche in questo
caso, come è stato constatato dagli studiosi, non si tratta di
pittura, non è un disegno, non è neppure un’immagine ottenuta con
l’impressione a fuoco. Proprio come nel caso della Sindone.
L’immagine ha le caratteristiche di una “diapositiva”, è identica
cioè sia osservata da una parta come dall’altra, con la sola
differenza della prospettiva speculare. Sono stati fatti rilievi col
microscopio, e non si è riscontrata alcuna diversità.
Se
si trattasse di una tela dipinta, osservano gli esperti, basterebbe
una lieve sbavatura di colore per provocare, nell'immagine
osservata dal rovescio, differenze facilmente rilevabili. Il volto
si mostra in colori tenui e sfumati, ed è incorniciato da cappelli
lunghi. Ha l’espressione serena, anche se in varie parti si notano
vistosi segni di ecchimosi, tumefazioni, abrasioni, ferite. Ha gli
occhi aperti, vivi e pieni di una dolcezza infinita.

Come ho detto, non è una reliquia molto nota. Ma la storia che la
riguarda è straordinaria. In questi ultimi anni sono stati scritti
vari libri per ricostruirne i percorsi compiuti nel corso della
storia.
E’ stato dimostrato, da un punto di
vista storico, che questa immagine di Gesù era conosciuta fin dai
primi secoli del Cristianesimo. Gli evangelisti e i primi Padri
della Chiesa nei loro scritti parlano dei "lini", tra cui il
Lenzuolo (Sindone) e il sudario, con i quali era stato avvolto il
corpo di Cristo nel sepolcro e che erano stati tramandati fino a
loro. Quei "lini" venivano conservati con grande devozione perché
considerati "elementi comprovanti la resurrezione di Gesù",
“reliquie veneratissime” perché su di esse era “impressa l’immagine
del Salvatore”, e se ne indicava la presenza ora a Gerusalemme, ora
a Menfi in Egitto, ora in Turchia.

A cominciare dal 1200, il Sudario con
il “Volto Santo” divenne famosissimo a Roma. Richiamava pellegrini
da ogni parte. Re, imperatori andavano a venerarlo. Veniva portato
in processione, esposto in San Pietro durante le maggiori festività.
Di queste ostensioni ne scrissero anche Dante Alighieri e il
Petrarca. L’immagine era richiesta dappertutto, e a Roma si era
formata una Confraternita di pittori specializzati nella
riproduzione fedele del “vero volto” di Gesù.

E a questopunto sono costretto a fare
un piccolo riferimento che mi riguarda. Perché ho scoperto, proprio
nella mia ultima recente visita a Manoppello, che anch’io c’entro,
in qualche modo, nella vicenda del risveglio di interesse per questa
preziosa reliquia.


<<Continuai in queste mie osservazioni
e meditazioni per una quindicina d’anni. Scrissi a celebri studiosi
della Sindone parlando del Volto di Manoppello che non conoscevano e
rivelando le scoperte che avevo fatto. Fui impertinente, insistente,
ossessiva. Finalmente qualcuno cominciò a prendermi in
considerazione. Studiosi importanti andarono a Manoppello,
osservarono la reliquia, iniziarono ricerche, scrissero articoli
scientifici, libri importanti e oggi l’interesse per questo Volto di
Gesù è veramente molto forte>>.

Il secondo studioso che prese a cuore
la vicenda è stato il professor Padre Andreas Resch, religioso
redentorista, due lauree, una lunga e applaudita carriera di
ricercatore e di docente universitario, fondatore dell’Istituto
scientifico “Imago Mundi”, che ha sede a Innsbruck ed è ritenuto il
più prestigioso laboratorio di ricerche sulla fenomenologia delle
zone di frontiera della scienza.
Il professor Resch, dopo aver
esaminato il lavoro compiuto da Suor Blandina, si è recato a
Manoppello dove ha compiuto ricerche meticolose direttamente sulla
reliquia. Ha poi elaborato i dati al computer, confrontandoli con
quelli del Volto della Sindone. Le sue conclusioni, che ha esposto
in un importante studio scientifico, sono sconvolgenti. Lui stesso
me le ha sintetizzate nei seguenti cinque punti:

<<Secondo: il volto della Sindone e
quello del Velo appartengono alla stessa persona.
<<Terzo: nessuna di queste immagini è
stata creata da mano umana.
<<Quarto: la loro formazione
indicherebbe un qualche processo fotochimico.
<<Quinto: l’origine delle due immagini
e le loro corrispondenze è da definire umanamente inspiegabile>>.
Si tratta di conclusioni che fanno
venire i brividi. E sono conclusioni certe, scientifiche,
inoppugnabili, che documentano una realtà che non è di questo mondo.
Si potrebbe concludere dicendo che ormai vi è la certezza che il
“Volto Santo” di Manoppello sia la vera fotografia di Gesù al
momento della risurrezione. Un regalo che, insieme all’immagine
della Sindone, egli ha voluto lasciare all’umanità.
Testo di

Foto di

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