
Un pensiero sul Vangelo
É NECESSARIO RINGRAZIARE
Il
Vangelo di oggi ci narra che Gesú curó dieci lebbrosi che camminavano
insieme per incontrarlo e che uno solo tornó indietro per ringraziarlo
di averlo curato. Si erano fermati a una certa distanza dal Signore
perché le leggi erano molto rigide che non permettevano alle persone
andare insieme ai lebbrosi: questi malati chiamavano a gran voce: "
Gesú, abbi compassione di noi!" Gesú li curó e comandó che andassero a
presentarsi ai sacerdoti: era questo che diceva la legge per coloro
che fossero curati dalla lebbra, dovuto alle verificazioni mediche
legali. Che grande potere di Gesú !

Questi lebbrosi non pensavano altro a non essere l'immensa gioia di
essere curati e ritornare al convivio sociale. Uno di loro, un
samaritano, si ricordó di una cosa molto importante: sentí il grande
desiderio di ringraziare e tornó indietro e arrivando davanti il Signore
si mise in ginocchio e inclinando la sua faccia fino in terra
ringrazió il Signore che lo aveva curato. Gesú rimase felice di questo
gesto tanto bello ma domandò: " non erano dieci che sono rimasti curati ?
" Dove stanno gli altri ? Solo questo straniero aveva ringraziato il
Signore, gli altri non riconobbero la grazia. Gesú disse al samaritano: "
alzati e vai, la tua fede ti ha salvato ! ( Lc 17.11/19) É da credere
che queste parole dettero in lui una immensa onda di pace, piú profonda
ancora della gioia della cura.

La gratitudine é una delle piú nobili virtú del cuore umano.
" Riconoscete le grazie" ci raccomanda S.Paolo nella lettera ai Colossensi ( Cl 3.15) e in mille altri posti la Bibbia ci indica questa virtú. Niente é piú detestabile che la ingratitudine.
La domanda di Gesú" ..... gli altri nove dove sono ? " sembra che sia lanciata ai quattro lati del mondo, dove s'incontri un ingrato. Che bello sarebbe che la terra intera fosse un immenso canto di cuore generosi nel riconoscere le grazie ricevute e potesse dire a grande voce: Grazie, Signore !
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